Incidenti con mezzi aziendali: chi ha la responsabilità?

In Italia, nel 2017, si è verificato un aumento del 2,4% degli incidenti stradali.

Questo dato, nonostante l’aumento in percentuale possa sembrare minimo, è motivo di preoccupazione.
Su 100 mezzi in circolazione per ragioni di lavoro, ogni anno 74 di questi causano o diventano vittima di almeno un sinistro. Il rapporto è di 3 veicoli su 4.

Per chi gestisce una flotta aziendale gli incidenti sono un vero problema.

Solitamente, urti e tamponamenti comportano:

  • Costi di riparazione
  • Spesa per pezzi di ricambio motore e carrozzeria
  • Costi officina e/o carro attrezzi per eventuale recupero del mezzo incidentato
  • Tempo prezioso speso per curare la parte burocratica e assicurativa
  • Uno o più veicoli aziendali temporaneamente inutilizzabili

Il progresso tecnologico a bordo di automobili, furgoni e camion migliora costantemente, ma non abbastanza rapidamente da permettere a chi è alla guida di distrarsi.

Pertanto, i motivi principali alla base dei continui incidenti sono da cercarsi nelle pessime abitudini fin troppo facili da assumere.

Sensibilizzare chi è alla guida è tanto importante quanto mettere ogni autista nelle migliori condizioni per svolgere al meglio il proprio lavoro.

Quando si può ritenere incidente sul lavoro?

Se un dipendente è alla guida di un mezzo aziendale per raggiungere un cliente, consegnare della merce o svolgere qualsiasi altra mansione richiesta dalla propria professione, e si verifica un sinistro, questo sarà da considerare incidente sul lavoro.

Qualsiasi evento accaduto al di fuori delle ore di lavoro è responsabilità del solo guidatore.

In caso di sinistro, chi paga?

Se la colpa è del dipendente alla guida, sarà lui medesimo a risarcire i danni cagionati all’azienda per cui lavora.
In Italia, secondo legge, il titolare dell’azienda che possiede la flotta non è tenuto a coprire con polizza assicurativa i danni causati dai propri dipendenti.

In base all’articolo 20 del Decreto Legislativo n. 81/2008, il lavoratore è responsabile della sicurezza propria e altrui sul posto di lavoro e nell’utilizzo di mezzi aziendali, mentre il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile di un sinistro se questo viene causato da problemi legati alla scarsa cura delle condizioni del mezzo. Infatti, l’articolo 28 del medesimo decreto prevede per i datori di lavoro l’analisi e la prevenzione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei propri dipendenti.

Come ridurre al minimo il rischio di incidenti

I punti fondamentali su cui il manager di una flotta aziendale deve concentrarsi sono:

  • Guida sicura
  • Autoveicoli sicuri
  • Percorsi sicuri

Per capire qual è il vero costo di un cattivo stile di guida e se questo viene adottato da un guidatore della propria flotta, bisogna concentrare gli sforzi verso la raccolta dati sulle abitudini al volante.

Guida sicura: istruire gli autisti

Ogni comportamento negativo alla guida deve essere discusso con il guidatore.

A volte è sufficiente premiare le buone azioni e offrire un buon esempio per prevenire.

L’azienda deve sempre impegnarsi al massimo per garantire la sicurezza dei mezzi aziendali e quindi dei guidatori. Deve svolgere tutte le regolari attività, ordinarie e straordinarie, per assicurare il miglior svolgimento del lavoro da parte dei propri dipendenti.

Assumere un istruttore per un corso avanzato di guida sicura destinato a tutti gli autisti di qualsiasi età ed esperienza è un toccasana per molte aziende.

Esistono numerose compagnie, molte delle quali orbitano intorno al settore degli autoveicoli, che organizzano regolarmente corsi di guida sicura per flotte aziendali. Della durata media di circa 6-10 ore, questi eventi hanno lo scopo di aumentare la sensibilità degli autisti verso la concentrazione mentale e il rispetto delle buone abitudini, fornendo loro preziosi consigli per semplificare la routine quotidiana di chi lavora più o meno 8 ore alla guida di un veicolo.

Questo tipo di evento può essere altamente formativo per tutto lo staff, unendo una parte teorica a prove pratiche per una migliore comprensione globale. Si tratta a tutti gli effetti di un investimento sul lungo periodo, incentrato sulla sicurezza degli autisti e del parco mezzi.

Creare un programma per la sicurezza

Che sia possibile seguire un corso avanzato di guida sicura oppure no, la flotta deve comunque essere incentivata in modo concreto.

Creando un elenco di procedure, ben organizzato, che spieghi punto per punto le cose da fare prima, durante e dopo la marcia, gli autisti percepiranno una maggiore responsabilità insieme alla necessità di aderire a ogni singola azione richiesta dal proprio datore di lavoro.

Stabilire i punti salienti partendo, ad esempio, dalla necessità di “attendere qualche minuto, dopo aver acceso il motore, prima di mettersi in marcia” o “verificare visivamente l’integrità del mezzo a fine giornata”, incentiva il guidatore a rimanere vigile in ogni momento.

È più difficile per un dipendente ignorare questo tipo di direttive messe per iscritto rispetto a quelle verbali.

Una volta spiegata l’importanza del rispettare tale lista di procedure, il manager non sarà comunque in grado di capire se qualcuno ignora o meno tali direttive. Mancheranno infatti tutti i dati necessari per verificare se un guidatore ha effettuato una sosta non autorizzata, se ha accelerato inutilmente più e più volte fino a consumare troppo combustibile, etc.

L’installazione di un dispositivo satellitare GPS in grado di raccogliere tutti i dati sullo stile di guida, di localizzare i mezzi e di calcolarne in tempo reale i consumi, diventerà per il coordinatore della flotta un vantaggio a cui non potrà più rinunciare.

Autoveicoli sicuri: migliorare le condizioni di lavoro

Il manager responsabile sa come gestire una flotta aziendale, quindi dovrebbe conoscere a fondo ogni mezzo.
Deve essere in grado di riconoscere se qualcuno di questi non presenta le condizioni ottimali per una guida sicura. Anche in questo caso, è fondamentale che il manager comprenda il valore della prevenzione.

Se un automobile, un van o un camion aziendale possiede dei difetti che ne compromettono la qualità di guida, bisogna intervenire subito. Sedili obsoleti e non ergonomici che tendono a far assumere una postura scorretta alla guida sono il motivo per cui un autista prova fatica dopo poche ore, aumentando di fatto il rischio di incidenti. Inoltre, un mezzo che non consente di assumere la giusta postura, potrebbe costringere il guidatore a stop involontari per motivi di salute nel corso dell’anno.

Percorsi sicuri: pianificare le tratte

Un’attenta pianificazione è alla base di una gestione efficiente della propria flotta aziendale. Ecco alcuni semplici passaggi per ottimizzare tempi e costi:

  1. Stabilire preventivamente sulle mappe digitali dei dispositivi equipaggiati tutte le tratte scelte
  2. Scegliere le tratte avendo a mente prima di tutto la sicurezza, le previsioni meteo e il traffico in tempo reale
  3. Stabilire la quantità di chilometri e quindi quella di carburante necessaria
  4. Pianificare ogni sosta per rifornimento, pausa e riposo, che deve essere organizzato in base alla lunghezza del viaggio. In media, un autista di mezzi pesanti deve riposare ogni 4 ore e mezza per almeno 45 minuti.
  5. Calcolare con attenzione il peso trasportato sul mezzo e le restrizioni in termini di altezza nel caso in cui si passi attraverso ponti e sottopassaggi.

Durante la pianificazione sarà possibile calcolare la spesa complessiva per il carburante e portare quindi al massimo il risparmio scegliendo di fare il pieno solo nelle stazioni convenzionate lungo il percorso.

Come fare?

Sistemi satellitari e scheda carburante

Sistemi telematici satellitari e carta carburante danno accesso a dati e strumenti gestionali di primaria importanza, ma non sono tutti uguali.

Ogni tipologia di scheda e di sistema telematico offre un pacchetto di soluzioni diverse in base alle reali necessità. Utilizzando il servizio gratuito offerto da iCompario, si possono trovare le condizioni migliori semplificando la parte burocratica.

Ogni carta carburante viene emessa da una differente compagnia petrolifera, è protetta da codice PIN e si può collegare a ogni singola targa posseduta.

Pagando con la carta carburante si ottiene la fattura elettronica sul proprio PC, smartphone o tablet.
Il sistema di pagamento, del tutto simile a bancomat e carta di credito, permette di spostarsi senza contanti ed è tracciabile, come richiesto dalla legge.

Le schede consentono soprattutto di raccogliere dati fondamentali sull’utilizzo del carburante e aiutano a capire come ridurre le emissioni di CO2.

Conoscendo la quantità e il prezzo del carburante necessario e sapendo in anticipo come, quando e dove fare rifornimento, si possono elaborare strategie per ottimizzare il ROI e gestire al meglio la flotta aziendale abbassando al minimo i consumi.

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